SAB
18.09.2010
Palazzo Re Enzo - Salone del Podestà - 22:30
DONNACHA COSTELLO


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Tanta gente salta sul carrozzone minimal techno, oggi come oggi. Tanta.
Ma tutti, bravi e meno bravi, dovrebbero inchinarsi di fronte ad un producer come Donnacha Costello.
Irlandese, attivo da oltre vent'anni, profondo conoscitore non solo dei dancefloor ma anche di Cage e Stockhausen, da tempo immemore è una dei nomi di maggior classe che si possano incontrare in giro, punto. Le sue produzioni sono poesia pura innervata dalla gelida efficacia di architetture ritmiche in quattro. “Before We Say Goodbye”, uscito quest'anno su Poker Flat, è solo l'ultimo capitolo nel curriculum vitae di un artista che come pochissimi altri ha sempre saputo regalare anime profonde ipnotiche alle sonorità dancefloor.
Ma tutti, bravi e meno bravi, dovrebbero inchinarsi di fronte ad un producer come Donnacha Costello.
Irlandese, attivo da oltre vent'anni, profondo conoscitore non solo dei dancefloor ma anche di Cage e Stockhausen, da tempo immemore è una dei nomi di maggior classe che si possano incontrare in giro, punto. Le sue produzioni sono poesia pura innervata dalla gelida efficacia di architetture ritmiche in quattro. “Before We Say Goodbye”, uscito quest'anno su Poker Flat, è solo l'ultimo capitolo nel curriculum vitae di un artista che come pochissimi altri ha sempre saputo regalare anime profonde ipnotiche alle sonorità dancefloor.









