Revolution. Now. This world is not enough.
Rivoluzione, ovvero vittoria di nuovi sistemi ideologici, creativi e produttivi sul tradizionale modello sociale. Nella contemporaneità, tutto questo si esprime attraverso i concetti di condivisione, democrazia, autonomia, interconnessione. Nelle arti, in particolare, l’azione non è più solo il prodotto della creatività di un singolo individuo, ma la somma di azioni congiunte, la costruzione di un’opera a più mani.
In un mondo di artefici, dove finisce la proprietà intellettuale e dove inizia la conoscenza collettiva?
E dove porterà questa rivoluzione? Come vivrà “l’homo habilis digitale” in questo cyber soviet fantascientifico? Sarà costruita una nuova “Metropolis” in cui le macchine conserveranno il controllo dell’uomo sull’uomo, del suo corpo e del suo pensiero, o sarà creata una nuova età aurea, in cui le regole che oggi conosciamo non esisteranno più? Quali nuove invenzioni segneranno l’esito della storia?
roBOt chiede ai propri partecipanti di disegnare nuovi mondi possibili, realtà aumentate che procurino occasioni collettive in cui immaginare, vivere e costruire il domani che verrà, vaticinando “Città Invisibili”.
Quali leggi costituiranno la fisica delle dimensioni future? Come si definiranno gli abitanti che le costituiranno? E quali consuetudini si consolideranno per perpetrarne la sopravvivenza nei secoli a venire?
roBOt anche stavolta coinvolge l’arte per intravedere fotogrammi della società del futuro, analizzando nuovi linguaggi concreti e verosimili pur nella loro visionarietà precognitiva: come le correnti architettoniche Radicali e l’estetica dello Space Age fecero negli anni Settanta, gli anni Dieci di questo millennio superano gli sconvolgimenti anarchici della Terza avanguardia, per gettare nuovi ponti al di là del presente ed immaginare una nuova quotidianità tecnologica, pervasa da una dimensione sociale del vivere.
Una dimensione rappresentata da un’arte dal piglio futurista e dallo spirito “positivista”, in cui l’azione torni ad essere rivoluzione e il messaggio sia di rottura.
Ancora una volta: il medium sarà il vero messaggio.








