manifesto

La prima edizione è stata un’appassionata indagine sul rapporto tra uomo e macchina; nella seconda il confronto/scontro delle possibilità offerte oggi dai software è stato analizzato nella sua accezione più antropocentrica e nella terza, roBOt festival è arrivato all'approdo definitivo: l'ibridazione fra uomo e macchina. Ora che il cerchio è chiuso, l’evoluzione è compiuta, non resta che capire dove andrà questo “uomo nuovo” dell’era tecnologica, quali sono gli scenari possibili di questa nuova società apolide e digitalizzata, quali rivoluzioni e quali cambiamenti ci attendono. Ciò che possiamo dare per certo è che si tratterà di un cambiamento inesorabile e dalle conseguenze imprevedibili, perché nasce dal basso, nella sua accezione più nobile, e ha tutta l’intenzione di plasmare un nuovo modello di società.
Un movimento che partirà dalla strada, quella dell’informazione, e diventerà placenta di una nuova conoscenza globale. Una rivoluzione.

Do It Yourself : Revolution now!

Un nuovo scenario, somma di individui biotecnologici e interconnessi, in cui l’innovazione è appannaggio di tutti, si slega dal controllo del singolo e tramite un’interfaccia comune diventa la lavagna dove l’umanità ridisegna la propria esistenza. Se la nostra generazione comprende solamente le potenzialità di questo cambiamento, per i “Digital natives”, rappresenta la logica conseguenza.

Rivoluzione, una parola che se nelle arti significa la rottura con il tradizionale modello di produzione e distribuzione legato al profitto, in altri contesti può avere risvolti sociali ancora più importanti. La costruzione di un’opera non è più solo il prodotto della creatività di un singolo individuo, ma la somma di azioni congiunte. Se il cervello è un organo sociale e risponde agli stimoli ambientali, allora non si tratta solo di ibridazione all’interno del soggetti, bensì di ibridazione fra soggetti diversi.

Questa rivoluzione conduce alla formazione di un nuovo trend artistico e sociale globale.
roBOt04 vuole immaginare nuovi mondi possibili, a struttura orizzontale, dove le disuguaglianze della società verranno abbattute dalla familiarità acquisita con la “realtà aumentata”: dimensioni in cui la vita di ogni singolo individuo diventi parte di un’esperienza collettiva.

Se Brian Eno lancia un’applicazione per iPhone con cui gli utenti di tutto il mondo sono in grado di comporre musica sullo schermo, disegnando motivi con le dita, allora possiamo solo intuire la rivoluzione che è in atto!
L’artista grazie ai nuovi media allarga i suoi orizzonti, rinuncia alla proprietà intellettuale, per dare il là ad un processo creativo e collettivo immenso. Un Do It Yourself globale, in cui ognuno possa costruire conoscenza e possa metterla a disposizione della comunità; ma in un mondo di artefici, dove finisce il copyright e dove inizia il sapere collettivo?

E dove porterà questa rivoluzione? Come vivrà “l’homo habilis digitale ” in questo cyber soviet fantascentifico? Sarà costruita una nuova “Metropolis” in cui le macchine conserveranno il controllo dell’uomo sull’uomo, del suo corpo e del suo pensiero? O sarà invece l’inizio di nuova età aurea, in cui la tecnologia sarà sinonimo di democrazia con cui abbattere i bisogni dell’individuo? Quali nuove invenzioni segneranno l’esito della storia? 
Difficile saperlo, perché a volte gli stessi artefici del cambiamento non si rendono conto del valore destrutturante delle loro azioni. Anzi accade spesso, ed il web ce l’ha dimostrato, che sia l’utilizzatore finale di un’opera, e non il suo creatore, a concepirne un uso utile per la comunità.
Sono ancora una volta l’arte e la cultura lo strumento in grado di prevedere gli sviluppi futuri di questo “risorgimento”, la torre panottica da cui osservare il cambiamento, un processo creativo che con il suo sguardo profetico può sintetizzare i prismi della rivoluzione e immaginare scenari futuribili.
Questa è la rivoluzione per roBOt04: il processo tecnologico che cambia l’individuo e l’individuo che cambia la società.

Questa la sintesi di un percorso, iniziato 4 anni fa.

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