ARTE CINETICA 2.0

Seguici su facebook Seguici su twitter Google+ Share

I molteplici linguaggi delle arti elettroniche hanno assorbito tutte le soluzioni formali novecentesche per riproporle nella videoinstallazione, nell’animazione e nel live media, combinandole al suono e dotandole di movimento.
Ibridazione e fluidità sono concetti fondamentali dell’epoca postmoderna, e le idee percorrono oggi traiettorie che convergono e si intersecano creando una rete.
Il denominatore comune della selezione call4roBOt 2012 è l’elemento collaborativo e partecipativo utilizzato come sistema creativo e produttivo, possibile grazie all’utilizzo di simbologie digitali, universalmente condivise e comprensibili.
Il network è una scelta di vita radicale. La moltitudine eterogenea come cellula operativa minima e la partecipazione come sistema dominante.
Evoluzione per selezione culturale.
Le soluzioni trasmesse dalle opere selezionate svelano sistemi simbolici e codici numerici che decodificano la dimensione figurativa e canonica delle immagini e dei suoni; criptano i segnali analogici e digitali in una serie di elementi geometrici modulari, ripetibili e assemblabili, paradigmi della compatibilità che facilitano lo scambio di informazioni e sono pronti a creare nuove combinazioni di senso.
La rete, come modello relazionale, decreta un significativo appiattimento delle gerarchie culturali in favore di un’orizzontalità che comporta “delegittimazione del sapere” (Lyotard) e livellamento culturale. Questo cortocircuito tra i vari piani della comunicazione trova proficue corrispondenze nella ricerca artistica, ora capace di assorbire stimoli che giungono dal basso, per trasmissione memetica, direbbe Richard Dawkins, e sfruttare i mezzi dell’oggi per una più effettiva compenetrazione tra arte e vita.

(Federica Patti, Pasquale Fameli, Marcella Loconte e Michela Malisardi)

“FOV01” di Marco Mendeni
Marco Mendeni gioca con gli errori di un mondo che sembra non averne. Gli ambienti di programmazione dei videogame sono alla continua ricerca della mimesi, ci stupiscono con somiglianza e fruizione sempre più dettagliate. Marco Mendeni sovverte questa percezione, ci mostra un mondo, per assonanza il nostro, che aspetta conturbante. (Michela Malisardi)

“Progetto Lucina” di Marco Morandi
Wunderkammer come conservazione dello stupore, del bello che parte da una concezione oggettiva per giungere a quella soggettiva. Morandi ce ne propone una che, grazie alla concertazione degli elementi, creerà quella che lui stesso definisce una “partitura di luci”.(Michela Malisardi)

“Vanish” di Daniel Schwarz
Per Daniel Schwarz il video sembra costituire uno spazio potenziale, in cui costruisce architetture effimere e prive di circoscrizioni spaziotemporali; impalcature immateriali che si stagliano in un buio cosmico. Schwarz campiona le superfici di materiali quali legno, ghiaccio e metallo, per poi farne le textures delle sue strutture seriali e minime in cui l’organico variega la fredda sintesi geometrica. (Pasquale Fameli)

“Multi_Escape” di Monoiz + Escrauva

MULTI_ESCAPE di Monoiz+Escrauva gioca con le possibilità di interazione tra forme visive e frequenze sonore, poste in dialogo nella continuità di un flusso generativo. Un reciproco rispondersi di geometrie luminose e campionamenti rumoristici che si configura come processo aperto, ininterrotto, di imprevedibile progressione, e che conduce il fruitore in un viaggio psichedelico a un passo dalla vertigine. (Pasquale Fameli)

“Appunti per un novissimo bestiario #9” di Fedra Boscaro e Tommaso Arosio
Ongoing project, arricchito da continui contributi di provenienza eterogenea. Un lavoro che, grazie alla contingenza fra corpo reale e corpo virtuale a confronto e sovrapposizione, mostra inequivocabilmente la lontananza fra le due dimensioni, confutando la relazione indicale supposta fra oggetto fisico e sua rappresentazione bidimensionale. (Federica Patti)

“Installazioni” di Francesca Pasquali
“Neoismi”, alte citazioni da repertorio contemporaneo. Gli stilemi cosmogonici, policromi e polimaterici si gonfiano, aggiungendo l’elemento quadrimensionale alla triade: punto, linea, superficie. Poi la moltiplicazione smisurata degli elementi di derivazione plastica, ammassati ad implodere in forme chiuse, attualizza la valenza critica delle poetiche Junk e Neorealiste. (Federica Patti)

 

Comune di Bologna Provincia di Bologna Regione Emilia Romagna Teatro Comunale di Bologna Fondazione del Monte jager