ANDREW WEATHERALLGB

La storia passa a visitare RBTX, ma senza farla pesare: semplicemente, così è. Andrew Weatherall non va venerato a prescindere: quel che serve è farsi trovare in zona quando si accendono le casse per capire. Non è un reperto da museo Weatherall, anche se pare essere in giro da sempre molti capitoli devono essere ancora scritti, certo il curriculum è impressionante a dire il meno: dai remix per New Order, My Bloody Valentine, Björk tra gli altri, alla capitale collaborazione con i Primal Scream, dopo di che nulla sarà più com’era, alle esplorazioni prima acid house poi dub in Sabres of Paradise, tra le punte di diamante della Warp degli anni formativi, ai Two Lone Swordsmen in tandem con Keith Tenniswood, reinventare da zero stili e suoni in maniera personale quanto entusiasmante, dall’house americana al puro London sound, all’electro, infine alla svolta dark-rock. Poi la carriera solista, che tuttora prosegue senza conoscere requie né cedimenti strutturali. Lo spirito fondamentalmente anarchico, unito a un’inquietudine che semplicemente gli impedisce di sedersi, di rimanere legato a uno stile per troppo tempo, tutto questo rende Andrew Weatherall un esemplare unico, di cui non esistono repliche né epigoni: semplicemente, di quelli come lui – se mai ne sono esistiti altri – hanno buttato via lo stampo.