THE DELAY IN THE UNIVERSAL LOOPIT

Agli inizi del duemila più o meno qualunque disco mescolasse elettronica a strumenti, registrato in totale solitudine, con una pur vaga ambizione di uscire dalle quattro pareti della cameretta, veniva chiamato “bedroom pop”. Ingredienti fondamentali: tastiere, ad andar bene qualche chitarra, sopra ogni cosa un po’ di beat autoprodotti. Anche Populous ha cominciato così. Avanti veloce fino a oggi: dopo il bedroom pop arriva la bedroom fattanza. The Delay In The Universal Loop ne è già da qualche anno l’esponente numero uno. Meno di una manciata tra dischi ed EP, un paio di tour negli Stati Uniti e diversi in Europa alle spalle, riesce nell’altrimenti impossibile sfida di controllare l’entropia: suona tutto, improvvisa tutto, canta, campiona, sovraincide, elettrico acustico stessa differenza, spettro sonoro tra lounge e grunge più tutto quel che sta in mezzo. Se Syd Barrett fosse nato a Benevento negli anni 90, probabilmente oggi farebbe questo.